L’AID “lancia un appello per diagnosi tempestive e uniformi a livello nazionale”.

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Studenti con DSA:
nessun boom di certificazioni nei dati MIM

AID lancia un appello
per diagnosi tempestive e uniformi a livello nazionale

Secondo l'analisi di Associazione Italiana Dislessia l'ultimo report pubblicato dall'ufficio statistico del Ministero indica una crescita graduale e contenuta (circa 0,5% all'anno fra il 2010 e il 2023) e una tendenza alla stabilizzazione. Urgente affrontare il ritardo nelle diagnosi, che emergono prevalentemente nella scuola secondaria, e la discrepanza diagnostica fra regioni italiane.

Nessun "boom di diagnosi" di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) nella scuola italiana.

È quanto ribadisce l'Associazione Italiana Dislessia commentando i dati pubblicati dall'ufficio statistico del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) riguardanti gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023.

Dall'indagine emerge che gli studenti con certificazione di DSA, nell'a.s. 2022/2023, sono 354.569, pari al 6% della popolazione scolastica, in aumento rispetto al 5,4% rilevato dal report mQuesta percentuale è in linea con le principali stime epidemiologiche degli altri paesi europei sui DSA, che si collocano tra il 5% e il 12%.

Aumento delle diagnosi: maggiore consapevolezza, non medicalizzazione

In merito al presunto aumento esponenziale delle diagnosi, paventato nelle scorse settimane da vari commentatori, i dati mostrano un incremento costante ma contenuto dal 2010 (0,90%) al 2023 (6%), con una crescita media dello 0,5% annuo.

Questo andamento suggerisce che la legge 170/2010 e le successive Linee Guida abbiano svolto un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione delle famiglie e della scuola, migliorando l’individuazione precoce delle difficoltà e favorendo il successo formativo degli studenti.

"Piuttosto che parlare di medicalizzazione della scuola, dovremmo riconoscere che finalmente stiamo dando valore alle persone e alle loro specificità" - sottolinea la Presidente AID, Silvia Lanzafame. "Ogni studente ha caratteristiche uniche che devono essere comprese e valorizzate. Ignorare i DSA significa negare il diritto allo studio e aumentare il rischio di dispersione scolastica."

Diagnosi tardive e disomogeneità territoriale

Un dato significativo riguarda il ritardo nell'emergere dei DSA: mentre alla scuola primaria si registrano 49.418 casi, il numero aumenta notevolmente nella secondaria di primo grado (112.210) e ancor di più nella secondaria di secondo grado (192.941).

Questo ritardo diagnostico rappresenta una grave criticità, con ripercussioni sul benessere psicologico degli studenti e sulla loro autostima.

Inoltre, il report evidenzia una forte discrepanza territoriale nelle certificazioni: il Nord Ovest riporta il 7,9% di studenti con DSA, seguito dal Centro (6,1%) e dal Nord Est (6,7%), mentre il Sud si attesta su un modesto 2,8%.

Questo dato solleva interrogativi sulla capacità del Servizio Sanitario Nazionale di garantire un supporto equo su tutto il territorio e sull'effettiva attuazione delle normative regionali. Dove le direttive regionali prevedono una rete di servizi efficace e campagne di screening continue, la presa in carico risulta più adeguata e le percentuali si allineano agli standard scientifici.

"La forte discrepanza tra le regioni italiane nelle diagnosi e il fatto che i DSA emergano solo alle scuole medie, se non più tardi, rappresentano una realtà ben nota a chi si occupa di questi disturbi" - evidenzia ancora la Presidente di AID. "Il ritardo diagnostico è un problema enorme, poiché molti bambini affrontano anni scolastici senza comprendere le proprie difficoltà, accumulando frustrazione e senso di inadeguatezza. Una diagnosi tempestiva, come auspicato più volte dal legislatore, permetterebbe non solo di ridurre l'impatto emotivo, ma anche di rendere più efficaci gli interventi di supporto, sia in ambito scolastico che extrascolastico."

Per ulteriori approfondimenti si rimanda all’analisi obiettiva affidata da AID a Carlo di Pietrantonj, Dirigente Analista SSD Epidemiologia, promozione della salute e coordinamento attività di prevenzione Asl CN2 Alba-Bra, scaricabile da questo link *. [N.d.R.» PDF scaricabile e stampabile> Circa 251 KB]

Associazione Italiana Dislessia (AID) - www.aiditalia.org *

AID - Associazione Italiana Dislessia - nasce nel 1997 con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità verso i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), che in Italia si stima riguardi oltre 3.000.000 persone. L’Associazione conta, oggi, 12.000 soci e 85 sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. AID lavora per approfondire la conoscenza dei DSA; promuovere la ricerca; accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie inclusive a scuola, all'università e nel mondo del lavoro; affrontare e risolvere le problematiche sociali legate ai DSA. L’Associazione è aperta ai genitori e familiari di bambini dislessici, agli adulti con DSA, ai docenti e ai professionisti sociosanitari (logopedisti, psicologi, medici).

[* N.d.R.> Documentazione/ Link/ Indirizzi presenti nella nota AID originale e/o disponibili sui siti segnalati **]

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Da/ Fonte/ Titolare»
AID
Comunicato
06 marzo 2025


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Estratto

Fonte dei dati, informazioni, procedure e documenti sono reperibili presso siti web/portali, esterni, ai link **»

Associazione Italiana Dislessia (AID)
www.aiditalia.org


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Link/siti
esterni non collegati

^Fonte» AID» Cmn-Dcm_06Mar2025=RS_2025-03-08»
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