WeMed: una navigazione geostatistica tra 26 Paesi.

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WeMed – Edizione 2024
Società, economia e ambiente nel Mediterraneo
Una navigazione geostatistica tra 26 Paes
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È online* e in formato digitale “WeMed - Edizione 2024. Società, economia e ambiente nel Mediterraneo”, realizzato nell'ambito dell’Accordo di collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) * e l'Istituto di Studi sul Mediterraneo (CNR-ISMed) *. WeMed è un prodotto statistico innovativo che offre, attraverso 146 indicatori, selezionati a partire dal 2001 fino all’ultimo anno disponibile, un'analisi dettagliata e multidimensionale delle dinamiche sociali, economiche, ambientali e di genere
dei Paesi che gravitano sul Mediterraneo.

La piattaforma è organizzata in quattro aree tematiche: Popolazione e società, Economia, Ambiente e Risorse naturali, Confronti di genere. L'approccio seguito integra molteplici ambiti, dai cambiamenti demografici e del mercato del lavoro alle tematiche di salute, scolarizzazione, economia, relazioni internazionali, agricoltura, ambiente, infrastrutture; inoltre, la piattaforma affronta la dimensione di genere in maniera trasversale attraverso un’area dedicata.

La copertura geografica di WeMed comprende i 26 Paesi che gravitano principalmente sul Mare Mediterraneo, di cui nove appartenenti all'Unione europea (Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Malta e Cipro), sei ai Balcani occidentali (Serbia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Albania), sei al Medio Oriente (Turchia, Siria, Libano, Giordania, Israele, Palestina), cinque al Nord Africa (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco).

La piattaforma è sviluppata adottando risorse open source per garantire trasparenza, accessibilità e sostenibilità nel tempo e consente una lettura territoriale interattiva tramite la visualizzazione di grafici dinamici e mappe geografiche. Il prodotto WeMed * dell’edizione 2024 si compone di diversi moduli informativi: 12 Pagine di analisi tematica; una Dashboard per la ricerca diretta o guidata degli indicatori e la rappresentazione attraverso mappe e grafici interattivi delle distribuzioni territoriali di ogni indicatore e delle serie storiche nazionali e, infine, una sezione sugli Aspetti metodologici che documenta il complesso lavoro di acquisizione, confronto e selezione dei dati provenienti dalle più accreditate fonti statistiche internazionali.

Principali evidenze

  • Nel 2023 la popolazione con meno di 14 anni rappresenta una quota pari o superiore a un quarto della popolazione totale in quasi tutti i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, con i valori più elevati in Palestina (38,4%), Egitto (32,6%) e Giordania (31,5%). Nei Paesi dell’Unione europea, invece, tale indicatore presenta un valore massimo per la Francia, pari al 17%, e minimo per l’Italia (12,4%). L’area dei Balcani occidentali ha quote di popolazione minore di 14 anni leggermente superiori a quelle dell’area Ue.

  • Per la popolazione anziana in età 65 anni e oltre i Paesi Ue mostrano i valori più elevati, superiori al 20%, tranne che a Cipro e Malta, e un valore massimo per l’Italia (24%). Lievemente minore è la quota di anziani nella popolazione dei Balcani occidentali e molto più ridotta nei Paesi extra-europei, dove soltanto Israele e Libano hanno quote di anziani superiori, seppure di poco, al 10%.

  • La quota di popolazione in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave nel 2021 mostra valori critici o addirittura molto critici in diversi Paesi mediterranei extra-europei. È il caso soprattutto della Libia (39,8%) e del Libano (36,5%), ma anche in Egitto, Tunisia e Palestina oltre un quarto della popolazione rientra in tale condizione. Molto meno diffusa questa criticità nei Paesi balcanici (meno del 15%) e ancor meno nei Paesi dell’Unione europea, con i valori più favorevoli in Italia (5,7%), Grecia (6,3%) e Francia (6,6%).

  • L’Indice di sviluppo umano (Human Development Index, HDI), adottato a partire dal 1993 dall’ONU per valutare la qualità della vita della popolazione (come misura sintetica di salute, istruzione e reddito), supera il valore di 0,90 in gran parte dei Paesi Ue e in Israele. In Italia esso è pari a 0,91. Nei Balcani occidentali, tale indicatore varia da un massimo del Montenegro (0,84) e il minimo della Macedonia del Nord (0,77), mentre nel Medio Oriente in Turchia risulta più elevato (0,86). Nei restanti Paesi extra-europei, l’indice si colloca nell’intervallo 0,70-0,75, con un dato particolarmente negativo per la Siria (0,56), evidentemente legato alle conseguenze degli eventi bellici degli anni precedenti.

  • Il mercato del lavoro nei Paesi del Mediterraneo si distingue per profonde disparità regionali e strutturali, determinate da fattori economici, demografici e culturali. Le differenze nei tassi di attività dei giovani sono evidenti: Malta si conferma il Paese Ue con la partecipazione giovanile più elevata (54,2%), mentre Grecia e Italia si collocano su valori significativamente più bassi, rispettivamente al 24,8% e al 26,4%. Nei Balcani e in Medio Oriente, la situazione è ancora più frammentata. Israele, con un tasso del 47,6%, si posiziona al di sopra della media, mentre Siria, Giordania e i Paesi del Nord Africa registrano livelli molto bassi, con la Libia che raggiunge appena il 17,1% e l’Algeria il 23,3%.

  • Guardando i dati del 2023, la disoccupazione giovanile rappresenta una delle sfide più urgenti, con tassi particolarmente elevati in alcuni Paesi del Mediterraneo meridionale. In Libia, il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 49,4%, seguono Giordania (40,8%) e Tunisia (37,5%). Anche in Europa il problema è rilevante: in Spagna e Italia, il tasso di disoccupazione tra i giovani si attesta rispettivamente al 28,7% e al 22,7%, valori tra i più alti dell’area.

  • La distribuzione settoriale dell’occupazione varia sensibilmente da Paese a Paese. In alcuni, come Albania e Marocco, l’agricoltura continua a occupare una quota significativa della forza lavoro, con percentuali rispettivamente del 34,9% e del 30,8%. Nei Paesi più sviluppati, invece, questo settore ha un peso marginale: in Francia solo il 2,6% della popolazione attiva lavora in agricoltura, mentre in Italia la percentuale è del 3,8%. L’industria mantiene un ruolo rilevante nei Balcani, con Bosnia-Erzegovina e Slovenia che registrano livelli occupazionali superiori al 30%, mentre in Paesi come Francia e Giordania il settore industriale ha un peso inferiore al 20%. Tuttavia, il comparto predominante nella maggior parte delle economie avanzate del Mediterraneo è quello dei servizi, con Malta, Israele e Francia in posizione di leadership, tra il 78% e l’83,5% della forza lavoro, e l’Italia al 69,3%, grazie alla crescente importanza del turismo, del commercio e di altri settori terziari.Nel 2023 il Pil della regione del Mediterraneo è risultato pari ad oltre 10mila miliardi di dollari, concentrato in prevalenza nei Paesi dell’Unione europea (73,4% del totale), in particolare in Francia (29,3%), Italia (21,8%) e Spagna (15,3%). I Paesi del Medio Oriente incidono per il 16,6%, quelli del Nord Africa per l’8,5%, mentre il peso dei Balcani occidentali è pari all’1,5%.

  • La dinamica del Pil nel periodo 2001-2023 presenta una crescita sensibilmente minore nei Paesi dell’Unione europea (ad esclusione di Malta e Cipro) che occupano sette delle ultime nove posizioni per tasso medio di crescita, con Italia e Grecia (+0,4%) agli ultimi posti. Kosovo (+4,3%) e Albania (+4%) nei Balcani occidentali, Giordania (+4%) e Turchia (+5%) in Medio Oriente, Libia (+7%) ed Egitto (+4,3%) in Nord Africa risultano i Paesi a maggior crescita.

  • I prodotti energetici costituiscono una quota rilevante degli scambi commerciali dei Paesi del Mediterraneo e la maggior parte dei 26 Paesi dell’area registra una bilancia commerciale energetica in deficit. Tra i Paesi con una bilancia energetica in attivo, l’incidenza dei combustibili sulle esportazioni totali risulta particolarmente alta in Algeria (96,1%), Libia (94,4%), Cipro (49%), Montenegro (36,7%) e Grecia (32,4%).

  • La Francia è l’unico Paese dell’area mediterranea che soddisfa l’obiettivo della Strategia europea per la quota di almeno il 30% di aree marine protette, mentre per le aree terrestri protette l’obiettivo del 30% è stato raggiunto da altri cinque Paesi dell’Unione europea: Slovenia, Cipro, Croazia, Grecia e Malta. L’Italia è ancora piuttosto distante dagli obiettivi per le aree marine (circa 10% di aree protette), mentre per quelle terrestri supera di poco il 20%. Nelle altre macroregioni, i risultati più positivi riguardano le aree terrestri, e in particolare l’Albania nei Balcani occidentali (quasi il 20%), Israele nel Medio Oriente (con una quota vicina al 25%) e l’Egitto nel Nord Africa (poco meno del 15%).

  • Nell’ultimo ventennio si nota una sostanziale stabilità dell’incidenza della superficie agricola rispetto alla superficie totale per quasi tutti i Paesi principali della regione del Mediterraneo. I Paesi che presentano variazioni più marcate in diminuzione sono l’Italia (passata dal 52,4% nel 2001 al 41,9% nel 2021) insieme a Spagna, Grecia e Palestina, quelli con variazioni in aumento sono la Croazia e il Libano.

  • Per il consumo di fertilizzanti in agricoltura si assiste a un calo generalizzato a partire dagli anni 2007 e 2008, ma con intensità diverse nei singoli Stati e nelle macro-regioni. In particolare, tra i Paesi dell’Unione europea la Francia e l’Italia presentano un comportamento più virtuoso con un calo costante delle quantità per ettaro di superficie coltivabile: per la Francia si passa da 227,7 kg nel 2001 a 153,3 nel 2021 e per l’Italia da 168,6 kg a 133,2. L’Egitto è il Paese dell’intera area mediterranea in cui si registrano i valori più critici durante l’arco del ventennio, superando in media annua i 500 chili per ettaro di superficie coltivabile.

  • L’indice di connettività del trasporto marittimo di linea (Liner Shipping Connectivity Index) è un indice composito che sintetizza il grado di integrazione di un Paese all’interno del network di linee di trasporto marittimo[1]. La Spagna è il Paese della regione del Mediterraneo con il grado più elevato di connettività marittima (412,6), seguono, a distanza, Italia (294,5), Turchia (284,5), Francia (269,7), Egitto (265,5), Marocco (253) e Grecia (202,2)

  • In tutti i Paesi della regione del Mediterraneo si rileva un livello più favorevole della speranza di vita per la componente femminile. Nel 2022 il valore più elevato spetta alla Spagna (85,9 anni), a differenza della componente maschile, dove i valori più elevati sono quelli di Malta, Israele e Italia (compresi tra 80,7 e 80,6 anni). Le realtà più critiche riguardano la speranza di vita femminile in Egitto (72,6 anni) e il massimo scarto femmine/maschi in Siria, andamento sicuramente legato anche alle vicende belliche del decennio scorso.

  • Le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro mediterraneo restano significative, con le donne penalizzate in partecipazione, salari e opportunità di carriera. Nei Paesi dell’Ue, il divario è meno accentuato ma ancora presente: in Italia, solo il 56,4% delle donne è attivo rispetto al 74,6% degli uomini, mentre in Spagna il tasso di attività femminile è del 69,9%. Nei Balcani, in Nord Africa e in Medio Oriente, la partecipazione femminile è ancora più bassa, con la Giordania al 14,5% e l’Algeria e la Tunisia sotto il 30%.

  • La disoccupazione femminile è più alta ovunque: in Palestina, già prima del recente conflitto, raggiungeva il 40%, in Giordania il 26,6%, con differenze tra disoccupazione femminile e maschile anche in Europa, dove in Spagna è al 13,9% (contro il 10,6%) maschile e in Italia all’8,8% (contro il 6,8%).

  • Naviga WeMed *

[1] Questo indice è calcolato in base al numero di scali navali, alla capacità di movimentazione dei container dei porti, al numero di servizi e compagnie, alle dimensioni della nave più grande e al numero di Paesi collegati attraverso servizi di trasporto di linea diretti. Nell’analisi si considera il valore del quarto trimestre del 2023.

[* N.d.R.> Documentazione/ Link/ Indirizzi presenti nella nota CNR originale e/o disponibili sui siti segnalati **]

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Da/ Fonte/ Titolare»
CNR
Comunicato - Documentazione
01 aprile 2025


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Estratto

Fonte dei dati, informazioni, procedure e documenti sono reperibili presso siti web/portali, esterni, ai link **»

CNR
www.cnr.it

Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT)
https://www.istat.it/

Istituto di Studi sul Mediterraneo (CNR-ISMed)
https://www.ismed.cnr.it/


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Link/siti
esterni non collegati

^Fonte» CNR» Cmn-Dcm_01Apr2025=RS_2025-04-01»
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Ultimo aggiornamento (Martedì 01 Aprile 2025 20:08)